Con Givore dai via quello che non ti serve, senza pagare nulla. Nessun prezzo e nessuna trattativa: qualcuno ti chiede l'oggetto e viene a prenderlo. Le ditte che svuotano cantine lavorano a preventivo e si fanno pagare per il servizio. Quello che funziona ancora, però, puoi darlo a una persona. La parte che spaventa è mettersi d'accordo. In realtà sono quattro messaggi.
Cosa è, quanto è grande, com'è messo e in che zona sei. Per esempio: bicicletta da donna, ruote da 26, gomme da cambiare, zona Barriera di Milano. Bastano due righe.
Chi la vuole tocca un tasto e la mette in lista. Tu le vedi tutte insieme e scegli con calma. Non devi rispondere di corsa a nessuno.
Proponi una fascia, non un minuto preciso. Giovedì sera dopo le sette è più facile da accettare che giovedì alle 19:15.
Un messaggio corto la mattina: confermo per stasera, il portone è quello verde. Serve solo a evitare che uno dei due aspetti sotto casa.
Quando qualcosa non va in porto, quasi sempre è per uno di questi tre motivi. Si risolvono tutti con una riga in più.
Sotto casa non vuol dire niente se il palazzo ha due ingressi. Scrivi il civico e da quale portone esci. Se il cortile è chiuso, avvisa che scendi tu ad aprire.
Mezz'ora sola in un giorno solo funziona di rado. Chi lavora ha bisogno di due o tre possibilità tra cui scegliere.
Nelle foto della cantina tutto sembra piccolo. Metti accanto una bottiglia o una scarpa e le proporzioni si capiscono subito. Vale anche per il peso: se ci vogliono due persone, dillo.
Prendi la prima cosa che funziona ancora e mettila online. Il primo dei quattro messaggi lo scrivi in trenta secondi. Poi tocca a chi la vuole farsi avanti, e tu decidi con calma.
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